LETTERA APERTA AI VOLONTARI E AI DIPENDENTI

Abbiamo lasciato alle spalle il 2018.

La cifra delle opere svolte è importante, addirittura superiore a quella del 2017 che, pure, era stata largamente positiva.

Ma quello che maggiormente merita di essere sottolineato è l’ampiezza crescente dello spettro delle nostre attività in ambiti delicati e sensibili e in costante confronto con persone e famiglie in situazioni critiche molto diverse.

 Forse ciascuno di noi non ne ha la percezione, ma si tratta di un lavoro enorme, fatto di migliaia di piccoli gesti, che connota sempre più il nostro Comitato come una presenza viva e solidale a servizio della comunità grossetana (e non solo!).

Per questo vi esprimo, anche a nome del Consiglio Direttivo, un grazie di cuore ricordando un pensiero della Santa Madre Teresa di Calcutta: “Non possiamo fare grandi cose nella vita, ma possiamo fare piccole cose con grande amore”. E aggiungeva: “Non puoi dire di di aver vissuto veramente, se non hai fatto qualcosa per qualcuno che non potrà mai ringraziarti”. Un grande drammaturgo ha scritto: “Dove abita la solidarietà sono gli eroi nascosti che stanno cambiando il mondo”.

Mi raccontava alcuni giorni fa una nostra volontaria: “L’attività in Croce Rossa mi ha cambiata come persona, ero spigolosa, mi sono ammorbidita, ho capito che un sorriso aiuta”.

Di qui la riflessione, nel Direttivo, che non potevamo archiviare il 2018 accontentandosi dell’aridità delle cifre emerse dai computer della ragioneria regionale che tiene la nostra contabilità. Non potevamo rischiare di perdere il supplemento d’anima delle voci, dei volti, dei sorrisi, delle fragilità che ci hanno accompagnato durante un viaggio così impegnativo. Insieme, le tante piccole luci di tanti piccoli gesti quotidiani potranno diventare una luce più grande per illuminare i cuori in una splendida esperienza di condivisione.

Intendiamo intitolare questa iniziativa al can. Federigo Riccioli, cappellano militare, fervente garibaldino, insegnante, nonché cofondatore del Comitato grossetano della Croce Rossa di cui assunse la presidenza nel 1896 fino all’anno della sua morte (1902). Un prete coraggioso e controcorrente, generoso animatore di molte opere di carità, un volontario che dedicò tutta la sua vita agli altri, segnalandosi, nella seconda metà dell’ ‘800, tra le personalità grossetane più significative a cui dobbiamo un riconoscente ricordo.

Attendiamo dunque qualche frammento di diario che avete scritto o che, più semplicemente, è rimasto come emozione indelebile nella vostra memoria.

Scrivete a presidenza@crigrosseto.it

Il volto della solidarietà non è legato necessariamente all’ estetica letteraria, la voce di un’emozione può trovare spazio nel cuore anche solo in un “grazie” contenuto in uno sguardo o in un timido sorriso.

Con il vostro aiuto, con gli appunti sparsi di questo percorso comune, l’archivio condiviso delle vostre emozioni, delle storie autentiche di solidarietà vissuta, sarà il bene immateriale più prezioso da presentare alla comunità grossetana, perché, come è stato detto, ”dopo il verbo amare, il verbo aiutare è il più bello del mondo”.

Di nuovo un grazie sincero e un caro abbraccio.

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